Il romanzo La Mano sinistra di Satana ha una sua pagina ufficiale anche su Facebook dove potete trovare mappe, brani musicali, informazioni e curiosità sulla Londra Vittoriana e sulle indagini archeologiche affrontate da Wilfred Gayborg oltre alle schede con immagini di tutti i personaggi storici che compaiono nel libro.

La mano sinistra di Satana

Londra, 1888. Un uomo ha il potere di vedere efferati delitti del passato. Wilfred Gayborg è infatti un investigatore diverso da tutti gli altri. È uno psicometrista capace di “vedere” la storia di un’arma del delitto stringendola tra le mani. Tutti a Scotland Yard lo guardano con sospetto per le sue azzardate tecniche d’indagine, che si muovono nella zona d’ombra tra scienza e magia. Eppure Gayborg, grazie alle sue inquietanti scoperte, che risolvono sorprendentemente casi di efferati omicidi, occupa le pagine dei quotidiani. È un uomo dal passato tragico, segnato dalla morte, un’anima che vive nell’ombra, non concede nulla ai sentimenti e si mischia solo con le prostitute che popolano le vie della Londra notturna e più povera. Proprio quelle prostitute su cui si sta accanendo un misterioso serial killer, che la cronaca ha ribattezzato col nome di Jack lo Squartatore. E quando le vittime nei vicoli bui di Whitechapel cominciano ad aumentare, perfino i più scettici si convincono che Gayborg sia l’unico in grado di far luce sull’identità dello spietato assassino. Ma Gayborg deve fare presto, perché l’ombra di Jack si sta avvicinando pericolosamente all’unica donna che lui abbia mai amato…

Immagine  —  Pubblicato: 7 aprile 2012 in Senza categoria

Al Khums, Tripolitania, 1932 d. C.

 

“Tutto questo è semplicemente
incredibile”. L’archeologo Alcide Saviani soppesò il tassello di mosaico che
gli avevano appena consegnato. Si trovava quasi al centro dell’area di scavo
recintata nel settore sud est delle rovine della città di Leptis la magnifica,
conosciuta anche come la Roma d’Africa. Alcuni operai di colore aspettavano
immobili un suo comando stringendo tra le mani vanghe e scalpelli. Il programma
della giornata prevedeva la ripulitura per quadranti del lastricato costruito
per accedere alla Basilica giudiziaria. Il complesso monumentale chiuso,
immaginato dall’Imperatore Settimio Severo nel 210 dopo Cristo aveva rivelato
fin da subito alla squadra di archeologi italiani incaricata degli scavi una
planimetria anomala rispetto ai canoni ufficiali dell’epoca. Per questo Saviani
aveva deciso di estendere le ricerche per capire se il perimetro esterno alla
basilica poteva rivelare le motivazioni per le quali gli architetti dell’impero
romano avessero scelto soluzioni progettuali tanto insolite.  A metà pomeriggio, quando ancora il sole del
mediterraneo lambiva le coste sabbiose della Tripolitania, si era imbattuto in
un cedimento non strutturale che, alle prime insistenze, aveva rivelato una
piccola conca.

“Ce ne sono molti altri”, disse
uno degli operai in un italiano stentato agitando una lampada a petrolio.

Saviani inforcò gli occhiali che
gli pendevano dal collo e si mise in ginocchio accanto alla fossa. “Datemi
quella lampada”, chiese allungando la mano libera. Poi si piegò ulteriormente
dirigendo la fonte di luce verso il basso. L’odore di terra umida gli arrivò
subito alle narici. La conca sembrava profonda non più di un paio di metri.
Un’altra mezza dozzina di tasselli, non più grandi di tre centimetri quadrati e
non più spessi di uno, giacevano sparsi in un angolo lasciato libero dal
lastricato crollato. L’archeologo si sporse ulteriormente e la fiammella della
lampada ebbe un singulto prima di stabilizzarsi. “Cos’è quello?”, disse
indicando una superficie scura  dalla
forma appuntita che emergeva dalla terra e si protendeva verticalmente verso
l’alto.

Uno degli operai si fece aiutare
dai compagni e scese lentamente nella piccola voragine. Poi si fece dare
un’altra lampada e assecondò con i movimenti la vista dell’archeologo.
“Sembrerebbe qualcosa di solido e piuttosto spesso”.

“Batti con questo”. Saviani gli
consegno un martelletto che portava sempre in tasca.

L’operaio obbedì e colpì più
volte ma con estrema delicatezza.

“Un po’ più forte, per favore”,
insistette Saviani. Il rumore che ricevette in risposta lo fece scattare in
piedi. “Risali – disse tendendo la mano all’operaio – potrebbe cedere ancora”.

Quando l’uomo fu di nuovo in
superficie, Saviani abbandonò per terra la lampada e cercò avidamente una
boccata d’aria. Spesso l’agitazione gli faceva accelerare il respiro
ricordandogli che l’asma e l’archeologia non vanno molto d’accordo. Con lo
sguardo arrivò fino al foro sul quale svettava il tempio della famiglia
imperiale. Un sole dai contorni sfocati e violacei faceva capolino attraverso
l’Arco che annunciava l’ultimo complesso portato alla luce dalla equipe italiana.

“Dov’è Dryantilla?”, domandò
senza staccare lo sguardo dalla porta monumentale.

“Vostra figlia?”, domandò un operaio.
“Credo sia alle Terme”.

“Sì, l’abbiamo vista che
discuteva con alcuni uomini – aggiunse un altro operaio – tra cui il
rappresentante della Sovrintendenza”.

Saviani distolse l’attenzione dal
tramonto. “Come? La Sovrintendenza? Allora è arrivata la risposta alla mia
domanda di proroga!”. Mise frettolosamente il tassello di mosaico in tasca e si
avviò verso il trenino della ferrovia interna che sonnecchiava poco fuori dal
perimetro degli scavi. Saltò su uno dei vagoncini e aspettò che l’autiere
mettesse in moto la locomotiva. Si mise comodo e tirò fuori dalla tasca il
pezzetto di mosaico per esaminarlo con calma. Il trenino tossì un paio di volte
prima di prendere velocità. Con un singhiozzante clangore di ferraglia si perse
tra le rovine.

Dopo un breve periodo nell’oscurità, la Legio Occulta torna anche su Facebook con il nuovo gruppo Vigiles in Tenebris. Speriamo che ci lascino in pace. Qualora non dovesse accadere la Legio risorgerà ancora. Del resto ci è abituata. E per festeggiare questo atteso ritorno ho voluto pubblicare una delle più belle illustrazioni di Luca Tarlazzi che della Legio Occulta è stato il copertinista ufficiale.

I capitoli aggiuntivi de La Legione Occulta dell’Impero Romano possono essere collocati nella struttura ufficiale del primo romanzo della saga in qualunque punto della storia purché nell’ordine cronologico indicato. In questo modo ogni lettore avrà un romanzo personalizzato. La storia è ambientata nel 1932 presso gli scavi archeologici del sito di Leptis Magna durante la visita ufficiale del principe ereditario di casa Savoia…

La Vendetta di Augusto è il secondo romanzo del ciclo della Legio Occulta. A detta di tutti coloro che lo hanno già letto è addirittura migliore del primo. Il mio parere? La copertina non rende il contenuto del romanzo. Io avevo indicato come titolo La profezia della Sibilla e avevo chiesto di avere come immagine Dryantilla con le braccia levate e circondata da legionari mentre un turbine di papiri le volteggiava sopra la testa. Purtroppo la casa editrice non mi ha ascoltato…voi che ne dite? Meglio la copertina ufficiale e il titolo scelto dalla casa editrice o meglio le mie proposte? Naturalmente valutate dopo aver letto il libro…

In ogni caso…

Nel 14 d.C. muore Ottaviano Augusto. Poco tempo prima il suo esercito di sacerdoti – la leggendaria Legio Occulta – era stato sterminato da una congiura di palazzo ordita dai pretoriani. Tutto sembra perduto. Ma l’imperatore, in punto di morte, ordina a Victor Iulius Felix, il suo ragazzo fortunato, di trafugare dal Tempio di Apollo i libri sibillini che raccolgono tutte le più importanti profezie sul futuro di Roma. Tra le righe degli oracoli si nasconde un grande segreto che potrebbe avere conseguenze devastanti per l’impero. Accompagnato da un allievo balbuziente e dai fantasmi del passato, il comandante della Legio Occulta intraprenderà un lungo viaggio che lo porterà dalla Moesia all’Africa Superior, dalle regioni ribelli della Germania fino alle montagne della Dacia, guidato dall’invisibile itinerario tracciato dagli antichi versi delle sibille. Sul suo cammino troverà spie e assassini, prostitute e traditori ma, soprattutto, una nuova compagnia di eroi che lo seguiranno fino alla scoperta dell’incredibile verità, custodita da un uomo che non può più parlare. Sullo sfondo le gesta delle legioni di Germanico (decise a vendicare la disfatta di Teutoburgo e a riprendersi le aquile catturate da Arminio), ignare che il loro destino e quello del loro comandante sono legati a una legio sine nota che solo le parole incomprensibili di una profezia si ostinano a tenere in vita. Anche nel secondo capitolo della saga, la storia di Roma e quella dei suoi principali protagonisti si ammantano di atmosfere fantastiche in un susseguirsi di incalzanti colpi di scena.

Un vampiro musulmano…

Pubblicato: 16 giugno 2011 in Daimon Dumal

Parigi, 2098. I musulmani sono relegati in un ghetto. Le loro mosse sono controllate da un lasciapassare biologico che, in caso di violazione dei confini del loro territorio, inietta in circolo un veleno letale. Solo cristiani ed ebrei possono circolare liberamente allo scoccare dell’ora del coprifuoco. Ma c’è un musulmano che può violare queste regole perché la morte non gli fa più paura. E lo scopo della sua vita immortale è quello di dare la caccia all’Untore, l’individuo misterioso che sta infettando gran parte dei bambini dei quartieri più poveri della città, trasformandoli in vampiri. Ad aiutarlo un poliziotto ebreo con il quale ha stretto un patto di fratellanza e due affascinanti assistenti che diventano i suoi occhi quando, di giorno, è costretto a sfuggire alla luce.

Daimon Dumal è apparso fino ad ora in tre puntate sulla rivista Icomics in edicola e a colori per i disegni di Farbizio de Tommaso. Naturalmente ha una sua pagina su FB.

Dall’Irlanda con furore…

Pubblicato: 16 giugno 2011 in Fumetti, Rivan Ryan

Rivan Ryan è un terrorista dell’IRA, l’esercito di liberazione irlandese. Nel lontano futuro immaginato in questo fumetto gli inglesi, purtroppo, sono ancora in mezzo alle balle. Ma Rivan è un guerrigliero atipico: non uccide, non usa armi tecnologicamente avanzate, si limita ad azioni dimostrative. Per questo, naturalmente, molti suoi colleghi non lo possono vedere e spesso viene estromesso dalle operazioni più ”delicate”. Un giorno, durante un’azione di guerriglia, Rivan cade in un fossato rivelando la presenza di un’antica tomba nella quale è sepolto un principe vissuto nell’alto medioevo. Grazie ad un incantesimo Rivan si ritrova da quel momento a vivere due vite contemporaneamente: nei panni del terrorista del 2000 e in quelli del principe celta del 900 d. C.  Ma non due vite parallele, nessun salto temporale. Ciò che Rivan Ryan decide di fare nel suo mondo, accade anche in quello del principe Rivan. Gli avvenimenti del passato infuenzano quelli del futuro e viceversa, come se un’unica vita si intrecci attraverso le pieghe del tempo.

Rivan Ryan si compone al momento di 4 graphic novel. I disegnatori che si sono alternati alle matite nei primi, lontani anni ’90 sono oggi tra i più importanti su piazza a livello nazionale e internazionale. Su tutti Simone Bianchi, autore anche della splendida copertina che potete vedere in questo post, Maurizio di Vincenzo (disegnatore di Dylan Dog e autore del numero zero di RR) e il grande Sergio Toppi a cui devo l’interpretazione di Rivan Ryan di una delle quattro copertine degli albi fino ad ora usciti. Edizioni Comic Art…

Elifas Mandai…

Pubblicato: 16 giugno 2011 in Inferi on Net, Romanzi

Inferi On Net è il primo romanzo di una trilogia pubblicato nel 2000 nella collana Urania (Mondadori). Al momento gli altri due romanzi, per quanto le storie siano state completate sotto forma di soggetti, sono ancora in via di pubblicazione. Nel frattempo però, sono stati pubblicati in diverse antologie numerosi racconti ambientati nell’universo di Elifas Mandai. L’idea alla base del ciclo mi è venuta in mente tanti anni fa quando ero ancora un cronista dell’Agenzia Stampa ASCA. Stavo ascoltando un intervento dell’allora Ministro degli Interni, Giorgio Napolitano sul fenomeno dell’immigrazione in Italia. Ma non chiedetemi quale sia stato il meccanismo di associazione delle idee. Sta di fatto che ad un certo punto uscii dal capannone per prendere una boccata d’aria e…

Inferi On Net è ambientato in un mondo in cui la realtà non è come quella che noi vediamo con i nostri occhi. Il mondo vero è fatto di centinaia dis catole cinesi alle quali si accede attraverso un sistema di collegamento neurale implantato nella nuca dei soggetti. In questo mondo, dove le regole della rete valgono e pasano molti di più rispetto a quelle della realtà quotidiana e le persone si distinguono soprattutto per la qualità e le azioni dei loro alter ego virtuali, il diavolo ha deciso di andare a caccia di anime in internet attaccando direttamente gli avatar degli individui e da essi risalire poi alla loro anima. In questo scenario la Chiesa, per correre ai ripari, ha dato il via ad un progetto denominato D.E.M.O.N. (Detected Entities Movement On Net) che ha portato alla formazione di una task foce di esorcisti informatici capaci di fronteggiare la minaccia del maligno non solo con la preghierà ma anche e soprattutto con una serie di strumenti informatici. Uno di questo preti esorcisti è Elifas Mandai, il protagonista della saga. Croce color lacca di garanza sulla fronte glabra, lineamenti mediorientali, pelle olivastra e un passato da alcolista alle spalle, Mandai è circondato da una curiosa ed eterogenea ciurma di assistenti: una bambina indemoniata, tre gatti capaci di linkarsi in rete, un cardinale donna e una task force di angeli dal profilo tutt’altro che celestiale.

L’idea è ancora oggi considerata piuttosto originale. E…dimenticavo…il libro è stato scritto un anno prima dell’uscita di Matrix.

L’idea de La Legione Occulta dell’Impero Romano nasce circa 10 anni fa con l’intento di realizzare un progetto multimediale in grado di tradurre su diverse piattaforme un affresco creativo che immaginavo potesse avere enormi potenzialità. La storia di Roma Antica è sempre stata al centro dell’attenzione di registi, scrittori, perfino autori di fumetti. Ma io avevo notato che i protagonisti di queste storie, alla fine, erano sempre gli stessi: legionari, grandi condottieri, personaggi storici molto conosciuti e i film o i romanzi che venivano fuori da queste scelte stereotipate parevano la fotocopia l’uno dell’altro. Certo non mancavano le eccezioni ma nella gran parte dei casi mi trovavo sempre di fronte ad una minestra riscaldata che qualche volta si reggeva in piedi solo grazie al mestiere del grande scrittore. Così mi domandai cosa potesse venir fuori se avessi provato a cambiare l’ottica degli avvenimenti fino a quel momento sempre diretta e frontale e, se posso permettermi, perfino scontata. Immaginai un campo di battaglia e gli eserciti schierati a pochi istanti dallo scontro. Da una parte i Romani, con le loro legioni dalle loriche scintillanti, i centurioni al fianco delle prime linee, gli acquiliferi al fianco degli ufficiali, le macchine da guerra nelle retrovie, le ali di cavalli scalpitanti e i cornicern pronti a soffiare nei loro strumenti al primo cenno del comandante. Dall’altra i loro nemici eccitati e tremanti al contempo per l’opportunità data loro dal fato di potersi fronteggiare con il più forte esercito del mondo. Tutto sembrava pronto. Eppure c’era qualcosa che mi sfuggiva e che sfuggiva alla Storia. I Romani erano un popolo molto razionale ma altrettanto sueprstizioso. Non vi era scelta, politica, sociale, militare che non passasse attraverso la consultazione del parere degli dei. E questa procedura, fatta di auspici, vaticini, oracoli era seguita sempre prima di ogni battaglia. Ma perchè i narratori avevano voluto sempre esaltare il gesto di un legionario, la carica di una turma di ausiliari o la precisione di una schiera di arcieri siriaci ma mai la perizioa di un aruspice o l’intuizione di un veggente? Decisi che lo avrei fatto io e che finalmente i sacerdoti dell’Atica Roma avrebbero avuto una loro saga che ne avrebbe raccontato la vita, le gesta eroiche, i sacrifici e la gloria.

Ma un’idea forte, per certi versi innovativa, aveva bisogno di un mezzo di locomozione altrettanto innovativo per incedere su una strada che non sarebbe stata certo facile da seguire. Pensai che occorresse anche un modo nuovo e diverso per affrontare la stesura di un romanzo storico. Uno stile più vicino alle nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, abituati ad assorbire centinaia di informazioni contemporaneamente e desiderosi di microscopiche ma continue sollecitazioni adrenaliniche per tenere alta la tensione emotiva. Per raccontare le storie dei miei sacerdoti ad un pubblico nuovo dovevo rendermi conto che avrei dovuto urlare ad ogni angolo della storia, avrei dovuto scrivere con l’obiettivo di generare continui terremoti e sussulti ad ogni piega del racconto. Capitoli brevi, continui spostamenti temporali, infiniti passaggi di testimone tra un protagonista e l’altro. Romanzi da leggere in due, al massimo tre giorni. E al termine dei quali consegnare al lettore la sensazione di crisi d’astinenza che spinge a desiderare immediatamente una nuova dose. Un po’ come al termine di un livello di un buon videogioco quando l’attrazione verso quel pulsante lampeggiante che ti chiede salva o continui? non lascia possibilità di scelta.

Così è nata la saga de LA LEGIONE OCCULTA DELL’IMPERO ROMANO. Così è nato un fenomeno editoriale da parecchie decine di migliaia di copie, alimentato da una comunità di fantastici lettori che oggi sono la più grande risorsa della mia creatività e i migliori amici e alleati di Victor Iulius Felix, Dryantilla e tutti gli altri eroi che vigilano nelle tenebre agli ordini del fantasma di un imperatore.